Puldor del clan Hjortgar

Description:

Puldor è un giovane nano alto 130 cm e massiccio come tutti i suoi simili visti i 73 kg del suo peso forma. La folte criniera castana ricopre l’intera sommità del suo cranio e scende ai lati della guance formando due folte ma curate basette fino al mento dal quale pende un pizzetto che si allunga nella forma di una piccola treccia lunga una decina di centimetri, ornata da vari anelli. Sotto il grosso naso non manca un curato paio di baffi, gli occhi marroni gli conferiscono uno sguardo che pare essere sempre attento al mondo circostante.
Sotto l’armatura di pelle che è solito indossare si notano chiaramente i vigorosi muscoli, alla cintura porta legato un grosso martello e sull’altro lato cinque fra martelli e asce da lancio. Lo zaino che indossa pare quasi essere più grande di lui, ma lo porta con molta disinvoltura.

Bio:

Puldor nacque 59 anni fa a Cittadella Adbar, primogenito di Vafur, valoroso guerriero dell’esercito e Wharla. Il padre di Puldor fu assegnato insieme a un centinaio di militari e alle loro famiglie ad un avamposto di guardia nelle montagne a nord ovest di Cittadella Adbar per tenere sotto controllo eventuali minacce di invasione da parte delle orde orchesche. Puldor ha anche un fratello minore, Boril, di 6 anni più giovane, nato proprio in quell’avamposto. Al di là di qualche schermaglia con gli orchi, la vita trascorreva relativamente tranquilla, anche troppo a giudizio di molti nani che avrebbero desiderato rompere qualche cranio orchesco in più, e in breve tempo Puldor prima e Boril poi cominciarono il loro addestramento militare per diventare dei guerrieri. Puldor però mal tollerava le restrizioni che quella vita imponeva, preferendo vivere seguendo i propri desideri e senza troppe costrizioni esterne. In particolare amava unirsi ai gruppi di esploratori che battevano i sentieri e gli impervi passi alla ricerca di accampamenti orcheschi e possibili miniere da sfruttare.
In più quelle esplorazioni permettevano a Puldor di seguire un’altra sua grande passione, quella per la tavola. Più volte si ritrovò a raccogliere sia fra i boschi che all’interno delle caverne “cose” che potesse ritenere interessanti da cucinare, così come a cacciare forme di vita che nessuno avrebbe mai pensato di mangiare. Fortunatamente il suo temprato stomaco nanico salvò più di una volta la salute a lui e ai suoi amici a cui faceva puntualmente assaggiare le sue creazioni.
Nonostante Puldor fosse dotato nell’uso delle armi e avesse un fisico di tutto rispetto, il padre vedeva di cattivo ogni queste sue stravaganze e preferì così che fosse solamente Boril a completare l’addestramento militare.
Ciò non dispiacque più di tanto a Puldor, che riteneva comunque di essere anch’egli degno di fiducia, anche se era ben conscio che mai avrebbe accettato di fare la guardia fermo nello stesso posto per ore e ore e marciare ordinatamente.
Proprio di recente arrivò anche all’avamposto di Cittadella Adbar la voce che il Sommo Signore delle Marche aveva deciso di costituire un gruppo di avventurieri per difendere la nazione, e i nani dell’avamposto avrebbero dovuto designare un suo rappresentante che avrebbe poi partecipato ad un torneo nel quale poter dimostrare il proprio valore. La scelta non poteva che ricadere su Boril, promettente guerriero ben visto da tutti, e così fu. Puldor non nutriva reali speranze sulla possibilità che potesse essere designato al posto del fratello, anche se lo desiderava fortemente perché gli avrebbe permesso di esplorare nuove terre, conoscere nuove persone, fare nuove esperienze. Fu assolutamente inaspettata la richiesta del fratello, che gli chiese di partecipare al suo posto al torneo: a differenza di Puldor la prospettiva di allontanarsi dall’avamposto, di lasciare la sua fidanzata e il suo gruppo di amici nell’esercito, non lo attirava per nulla. Architettarono quindi insieme lo stratagemma che permettesse ad entrambi di raggiungere i propri scopi: avrebbero annunciato che sarebbero partiti insieme alla volta di Cittadella Adbar, e lì, dove non li conosceva nessuno, si sarebbero scambiati i ruoli. Boril sarebbe rimasto comunque fino alla fine del torneo: se Puldor avesse trionfato sarebbe stato troppo tardi per fare una marcia indietro da parte del clan e il loro imbroglio sarebbe stato sì biasimato ma accettato per forza di cose, altrimenti sarebbero ritornati tutti e due all’avamposto e Boril avrebbe riferito di aver perso il torneo.
Per la fortuna di Puldor si verificò la prima ipotesi, i due fratelli si salutarono calorosamente e Puldor si incamminò verso la capitale, sorridendo all’idea di come avrebbe reagito suo padre a quella notizia.

Puldor del clan Hjortgar

Cronache della Guerra del Nord Cajerkov